Dieta low FODMAP: cos’è, come funziona e quando può essere utile

Se soffri di pancia gonfia, dolore intestinale o di sindrome da colon irritabile, probabilmente avrai sentito parlare della dieta FODMAP, o più correttamente, dieta low FODMAP. Si tratta di un approccio dietetico molto utile per mettere a riposo l’intestino quando ci sono alterazioni: ottimo per il colon irritabile, per i gonfiori persistenti, ma anche per le patologie infiammatorie croniche intestinali e le coliti.

Vediamo insieme cos’è, come funziona, quando non è indicata e in quali casi può essere davvero utile in questo video:

(per vedere il video accetta i cookies)

Cosa significa FODMAP

FODMAP è un acronimo che sta per Fermentabili Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli. Si tratta di zuccheri, amidi e fibre che tendono a fermentare nell’intestino e che, in persone con una sensibilità intestinale aumentata, possono causare gonfiore, dolore e alterazioni dell’alvo.

Fanno parte di questi composti i fruttani, i galattooligosaccaridi, il fruttosio, il lattosio e i polioli, molecole presenti in moltissimi alimenti comuni: frutta, cereali, legumi, latticini e molti altri.

In rete si trovano tantissime liste di alimenti “permessi” e “da eliminare”, ma è importante sapere che una delle poche, se non l’unica, lista attendibile è quella della Monash University, l’istituzione che ha sviluppato e studiato questo approccio. La lista ufficiale non prevede l’eliminazione totale di tantissimi alimenti: in molti casi indica semplicemente la quantità massima consentita, non una esclusione assoluta.

 

Perché è importante evitare il fai-da-te

Evita sempre il fai da te.
Seguire una dieta low FODMAP senza una guida professionale può portare a carenze nutrizionali, ma anche a errori meno ovvi.
Ad esempio: potresti scegliere dei biscotti senza glutine e senza lattosio, pensando di aver eliminato i FODMAP problematici, ma se contengono dolcificanti come il sorbitolo o il maltitolo, che sono polioli, stai comunque introducendo FODMAP. Conoscere bene gli alimenti è fondamentale per costruire un’alimentazione low FODMAP equilibrata ed efficace.

Inoltre non sempre è necessaria o talvolta può essere addirittura sconsigliabile, perciò unə professionista potrà aiutarti a trovare la strada migliore per te.

 

Le fasi della dieta low FODMAP

Questo approccio non è una dieta permanente: prevede fasi precise che è importante rispettare.

Fase 1 — Eliminazione

Nella prima fase si eliminano per 2-4 settimane gli alimenti più ricchi in FODMAP. L’obiettivo è mettere a riposo l’intestino e ridurre i sintomi. In alcuni casi, per ottenere un effetto più rapido di riequilibrio della flora batterica intestinale, può essere utile il supporto di integrazione fitoterapica mirata.

Fase 2 — Reintroduzione

Questa è la fase più delicata e quella che più spesso viene trascurata o affrettata. Non si possono reintrodurre tutti gli alimenti insieme: bisogna farlo in modo molto graduale e cadenzato, un alimento alla volta, monitorando attentamente i sintomi.
Il motivo è semplice: se reintroduci più alimenti contemporaneamente e i sintomi si ripresentano, non saprai quale alimento li ha scatenati. La reintroduzione progressiva permette invece di capire con precisione quali alimenti creano fastidio, in quali quantità e con quale frequenza.

Fase 3: Personalizzazione

Una volta completate le reintroduzioni, si arriva alla fase più importante: la personalizzazione. Ogni persona è diversa e il risultato finale è un’alimentazione che la persona, ascoltandosi con attenzione, si crea su misura, e che tiene conto di quali alimenti sarebbe meglio evitati, quali si possono mangiare in piccole quantità, quali invece non creano alcun problema.

 

Cosa aspettarsi nella pratica

Nella mia esperienza, in cui l’approccio rimane comunque molto morbido e poco prescrittivo, ho visto esiti molto diversi da persona a persona.

In alcuni casi, dopo un periodo di dieta (morbida) low FODMAP e reintroduzione graduale, si è arrivati a reintrodurre completamente tutti gli alimenti. L’intestino aveva semplicemente bisogno di riposare e di recuperare uno stato di eubiosi e una volta trovato l’equilibrio è tornato a tollerare bene ogni tipo di alimento. L’eubiosi è lo stato di equilibrio del microbiota contrapposto alla disbiosi, che puoi approfondire qui.

In altri casi, nonostante reintroduzioni molto graduali e attente, alcuni alimenti continuavano a irritare l’intestino. In questi casi la persona sarà libera di scegliere se consumarli solo occasionalmente.

Esistono infine, più raramente, situazioni in cui non si osserva nessuna risposta alla dieta low FODMAP. In questi casi è importante consultare un medico o un gastroenterologo per escludere altre cause.
A volte il problema non è tanto cosa si mangia, ma come si mangia, o lo stato emotivo (e di stress) della persona, che può influenzare profondamente il funzionamento intestinale.

 

Quando la dieta low FODMAP è davvero utile

Questo approccio è indicato soprattutto in presenza di:

  • gonfiore e dolore intestinale persistenti
  • sindrome da colon irritabile
  • alterazioni dell’alvo (stitichezza, diarrea o alternanza tra le due)
  • infiammazioni intestinali croniche

Non ha senso nei casi di gonfiore occasionale legato ad abitudini alimentari come mangiare velocemente, masticare poco, consumare molti cibi industriali e raffinati. In questi casi è spesso sufficiente migliorare la qualità generale dell’alimentazione per risolvere il problema, senza ricorrere a un protocollo così strutturato.

Da evitare anche quando c’è un rapporto complicato con il cibo, perchè ulteriori restrizioni e limitazioni possono creare controproducenti.

 

Se i contenuti della serie Intestino in armonia ti interessano, trovi altri video sul canale youtube dedicati alla salute intestinale.

Se invece stai riconoscendo in questo articolo la tua situazione e senti che potresti aver bisogno di un supporto personalizzato, sappi che nei percorsi individuali lavoro anche su problematiche intestinali legate all’alimentazione, con un approccio che tiene conto non solo di cosa mangi, ma anche di come vivi il tuo rapporto con il cibo e con il corpo.

Puoi scoprire qui come funzionano i percorsi oppure prenotare un colloquio conoscitivo gratuito: è il modo migliore per capire insieme se e come posso accompagnarti.