Reflusso e alimentazione: come l’ascolto del corpo può aiutare

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune, soprattutto in certi periodi dell’anno. Se hai mai provato bruciore, acidità o fastidio dopo i pasti, sai quanto possa essere spiacevole. Nel mio lavoro mi capita spesso di incontrare persone che convivono con questi sintomi e cercano soluzioni rapide, magari eliminando intere categorie di cibi. In realtà, la questione è un po’ più complessa: ogni corpo è diverso e non sempre ciò che provoca fastidio a qualcuno ha lo stesso effetto su un’altra persona.

Ne ho parlato in questo video:

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I sintomi più comuni del reflusso

Il reflusso può manifestarsi in diversi modi. I sintomi più frequenti sono bruciore di stomaco, acidità, dolore retrosternale, sensazione di “pugno allo stomaco”. In alcuni casi possono comparire anche fastidi alla gola, tosse secca ricorrente o nausea. Sono disturbi che variano in intensità e che non sempre si presentano nello stesso modo o con la stessa regolarità.

 

Le cause: non solo alimentazione

Lo stress è una delle cause che più spesso incide sul reflusso. A livello alimentare, invece, possono pesare diversi fattori: pasti molto abbondanti, cibi irritanti, il mangiare troppo velocemente o senza masticare bene. Molti hanno sentito dire che con il reflusso bisogna eliminare caffè, pomodoro, agrumi e altri alimenti specifici. Ma la realtà è che non esiste una lista universale di cibi da bandire. Ho incontrato persone che possono bere un caffè al giorno senza alcun problema, o mangiare arance senza avvertire alcun sintomo.

Ecco perché è importante superare il mito delle esclusioni rigide: ogni corpo reagisce in modo unico. In alcuni periodi potresti sentirti più sensibile, e quindi avvertire fastidi anche con cibi che di solito tolleri bene. In altri momenti, invece, l’alimentazione può essere più varia senza conseguenze.

 

Il ruolo dell’ascolto del corpo

Più che concentrarsi soltanto su cosa eliminare, è fondamentale imparare ad ascoltarsi. Questo significa osservare il corpo prima, durante e dopo i pasti. Mangiare lentamente e masticare bene è un gesto semplice che spesso dimentichiamo, ma che può fare una grande differenza: la prima digestione avviene proprio in bocca e aiutare lo stomaco a lavorare meno riduce il rischio di fastidi.

Anche il modo in cui viviamo il pasto conta: mangiare in fretta, davanti al computer o in un momento di stress, rabbia o tensione, cambia la tua digestione. L’ascolto consapevole ti permette di notare se i sintomi peggiorano quando sei agitatə, se compaiono oltre un certo livello di sazietà o se determinati abbinamenti di cibi ti irritano più di altri.

 

Un aiuto pratico: il diario dei sintomi

Uno strumento molto utile è il diario alimentare: annotare cosa mangi, come ti senti durante il pasto e quali sintomi compaiono ti aiuta a individuare schemi ricorrenti. Potresti così renderti conto, per esempio, che se mangi troppo tardi potrebbe peggiorare il reflusso, oppure che alcuni alimenti sono problematici solo in certi periodi o se li consumi in grandi quantità.

In questo modo puoi capire come cambiare le tue abitudini.
Ovviamente serve esercitare la consapevolezza e l’ascolto del corpo. Osservarsi, rispettare i tempi della digestione, fare pasti regolari e non troppo abbondanti, concedersi il tempo di masticare e riconoscere le emozioni che accompagnano il momento del cibo sono strumenti preziosi.

 

Se soffri di reflusso, non sai cosa mangiare, e hai bisogno di aiuto per riuscire ad osservare il corpo e leggere i sintomi, possiamo fare un percorso individuale per ritrovare equilibrio e il tuo personalissimo stato di benessere.