Perché a gennaio non hai bisogno di una dieta

Gennaio senza dieta: un invito ad ascoltarti dopo le feste

Gennaio arriva puntuale con il suo carico di buoni propositi, liste di obiettivi e, quasi inevitabilmente, con la parola dieta che torna a dominare conversazioni, social media e pubblicità.

Il ritorno alla routine, un po’ come a settembre, è un periodo già carico e faticoso di suo. Ma se ci mettiamo anche il senso di colpa, la sensazione generalizzata di “aver esagerato”, il messaggio costante di dover rimediare, la pressione non fa che aumentare.

È proprio in questo periodo, infatti, che la cultura della dieta alza il volume dei suoi messaggi, ricordandoci che dobbiamo modificare il nostro corpo e facendoci promesse di rinascita, leggerezza e controllo.

Detox, sfide di 21 giorni, allenamenti “brucia grassi”, piani alimentari rigidi vengono presentati come l’unica via per riprendere il controllo.

Questo è uno dei meccanismi più tipici della cultura della dieta: farci credere che il controllo sia cura e che la restrizione sia l’unica strada possibile verso il benessere.

Tutto questo si discosta da quello che realmente rappresenta gennaio. Se da un lato è vero che in questo periodo riprendiamo le solite routine in una continua rincorsa, dall’altro lato siamo nel pieno della stagione invernale, che ci richiede riposo e osservazione.

Questo contrasto tra ciò che ci viene richiesto (correre, controllare, restringere) e ciò di cui avremmo bisogno (rallentare, nutrirci, ascoltarci) crea una tensione che spesso finisce proprio nel rapporto con il cibo.

E se il rientro dalle feste non fosse un momento per correre o per riparare qualcosa, ma uno spazio per fermarti e ascoltarti?

 

Quando la dieta diventa una risposta emotiva

Spesso la spinta a mettersi a dieta a gennaio non nasce da un reale bisogno del corpo o da un reale desiderio di dimagrimento, ma da uno stato emotivo come disagio, frustrazione, paura di perdere il controllo. O ancora, da queste continue pressioni che arrivano dall’esterno e dalla necessità di uniformarsi a ciò che ci viene richiesto.

La dieta diventa così una strategia per ritrovare un senso di ordine o per sentirsi “a posto” nel confronto con le altre persone e con la società, più che una risposta autentica ai bisogni del corpo.

Il problema è che la restrizione, soprattutto dopo un periodo di maggiore libertà alimentare, tende ad amplificare alcuni comportamenti: più rigidità, più pensieri ossessivi sul cibo, più perdita di contatto con i segnali corporei.
Inoltre uno degli effetti più comuni è la riattivazione del ciclo restrizione – compensazione: controllo e restrizione → perdita di controllo → senso di colpa → controllo e restrizione.

 

Dal controllo all’ascolto: un approccio consapevole al benessere

Il tuo corpo non ha bisogno di essere punito ma ha bisogno di essere ascoltato, rispettato, sostenuto.

Questo non significa che devi ignorare il desiderio di stare meglio nel tuo corpo, ma che non devi affidarti all’esterno per sapere come stare bene nel tuo corpo.
Puoi quindi chiederti cosa significa per te benessere, come puoi raggiungere questo stato e a quale prezzo.

In questo può aiutarti la mindfulness. Il mindful eating non si presenta come una soluzione rapida né un’alternativa ad una dieta; è proprio un cambio di prospettiva. Sposta l’attenzione dal controllo all’ascolto, dalla regola esterna all’esperienza interna.
Il mindful eating infatti non nasce con l’obiettivo di modificare il peso corporeo, ma di migliorare la relazione con il cibo e con il corpo. E spesso è proprio questo cambiamento di relazione a fare la differenza nel lungo periodo.

Un approccio consapevole all’alimentazione ti può aiutare a:

  • riconnetterti ai segnali di fame e sazietà, spesso silenziati dalle diete
  • ridurre la reattività verso il cibo “vietato”
  • distinguere la fame fisica da quella emotiva, senza giudicarle
  • fare pace con il piacere, che non è nemico della salute
  • costruire fiducia nel corpo, anziché un rapporto basato sulla lotta

 

Un invito gentile per questo nuovo anno

Se dopo le feste senti confusione, rigidità o fatiche nel rapporto con il cibo, sappi che non sei solə e che non c’è nulla di sbagliato in te.
Forse questo gennaio potrà essere il mese in cui smetti di chiederti “come faccio a dimagrire?” e inizi a chiederti “di cosa ho davvero bisogno adesso?”

Puoi scegliere di non aderire alla corsa alle diete di inizio anno.
Puoi scegliere un percorso più lento, più autentico, che tenga conto della tua storia, del tuo corpo e delle tue emozioni.

 

Se senti il bisogno di essere accompagnatə in questo processo, possiamo fare un percorso assieme, per poter iniziare l’anno in modo più consapevole e per vivere una relazione gioiosa e libera con il cibo e con il corpo.

Nei prossimi mesi apriranno anche le iscrizioni al percorso di gruppo Fai pace con il cibo, uno spazio condiviso per esplorare il rapporto con il cibo in modo consapevole, inclusivo e non giudicante: iscriviti alla lista d’attesa (senza vincoli) per accedere a una via preferenziale e a tutti gli aggiornamenti.