Settembre porta spesso con sé aria di nuovi inizi: il ritorno al lavoro, alle abitudini, alla quotidianità. È un mese che profuma di ripartenza, un po’ come un secondo capodanno.
E se da un lato abbiamo la voglia di ripartire e la carica del riposo della pausa estiva, dall’altro sentiamo forte la pressione della performance e il peso dell’accumularsi di tante, a volte troppe, aspettative e cose da fare.
In questo momento già delicato, si inseriscono con forza i messaggi tipici della cultura della dieta, che in questo momento dell’anno, come a gennaio o prima dell’estate, diventano pressanti, facendoci sentire in dovere di compensare, restringere o “punirci” per aver goduto del cibo e del riposo estivo.
Ma una routine di benessere non può nascere dalla colpa o come punizione, nè dovrebbe trasformarsi in una corsa alla performance.
Questo settembre crea per te stessə un’occasione diversa, un’occasione per ritrovare equilibrio e riconnetterti al corpo, con abitudini gentili e sostenibili.
Se ti guardi attorno in questo periodo, te ne puoi accorgere subito: ovunque viene passato il messaggio che il rientro dalle vacanze sia il momento giusto per trasformare il tuo corpo, come fosse qualcosa da “aggiustare” o “sistemare”.
Messaggi che parlano di “rimettersi in forma”, “detox”, “diete del rientro”, “eliminare gli eccessi delle vacanze”, “bruciare i grassi accumulati in ferie”, allenamenti intensivi per “rimediare all’estate”; dai social alle riviste, dalle pubblicità al settore del “benessere”, tuttə ti ricordano che è giunto il tempo di rimettersi in forma dopo le vacanze, di recuperare e di essere più disciplinatə.
Tutti i messaggi e i sistemi di credenze tipici della cultura della dieta, di cui parlo nella mia guida, ci inducono ogni giorno a pensare che esista una versione “giusta” di noi stessə, più magra, più tonica, più disciplinata, e che dobbiamo voler raggiungerla, costi quel che costi.
Settembre diventa così il mese in cui l’industria delle diete cerca di convincerci che è necessario sottostare a privazione, che dobbiamo sentirci in colpa per ciò che abbiamo mangiato (e di questo ti ho parlato in questo video youtube), che ci dobbiamo punire con diete restrittive e programmi di allenamento rigidi.
È solo uscendo dalla logica della performance, che possiamo parlare realmente di benessere, considerando poi, che ogni persona ha un suo personale concetto di benessere, che non dovrebbe per forza essere quello dettato dalla cultura della dieta.
Creare una routine non significa imporsi regole ferree. Creare una routine però ti può aiutare a rendere abitudinari e facili gesti che per te possano significare cura.
Per qualcunə muoversi con costanza e fare fatica, in modo equilibrato e allineato al corpo, può significare prendersi cura di sè. Un’altra persona potrebbe attribuire questo significato al leggere un libro con un gatto acciambellato vicino e una tazza di tisana fumante e un’incenso acceso.
Ti ho portato questi esempi perchè entrambi sono modi che, per me, significano cura, del mio corpo e della mia mente. E ho bisogno di entrambi, a volte di un gesto a volte dell’altro, a seconda di come mi sento.
Una routine quindi non deve diventare una gabbia, ma piuttosto è importante avere abitudini flessibili, che ti sostengano e ti aiutino a stare meglio nel quotidiano.
1. Riporta l’attenzione ai segnali del corpo e ascolta i tuoi ritmi naturali
Prima di impostare sveglie all’alba per correre o di iniziare una dieta del rientro rigidissima, chiediti: di cosa ha davvero bisogno il mio corpo in questo momento di transizione? Forse di riposo per affrontare il cambio di stagione e di routine? Forse di movimento per riattivarti? Forse di un’alimentazione regolare e nutriente per riprendere i ritmi “normali” dopo le vacanze?
E ancora: invece di chiederti “cosa dovrei mangiare?”, prova a chiederti: “Di cosa ho bisogno ora?”. La fame, la sazietà, l’energia e le emozioni sono la tua bussola interiore, e puoi anche tu reimparare ad ascoltarli. C’è qualcosa di rivoluzionario nel fidarsi dei segnali del proprio corpo in una società che ci insegna a controllarli.
Ascoltare e connetterti al tuo corpo i è il primo passo per una routine di benessere davvero unica e adatta a te.
2. Crea semplici rituali quotidiani
Non serve stravolgere le tue giornate. Bastano azioni semplici, ripetute con costanza: una colazione che ti dia energia, dieci minuti di journaling ogni mattina, cinque minuti di respiro consapevole, una camminata dopo cena.
Oppure ancora il diario della gratitudine, la ritualità di preparare un pasto al giorno in casa, un tè o un caffè consapevole ogni giorno per ritagliarti una pausa.
Venti minuti al giorno di meditazione, uno spuntino mangiato sedutə anzichè al volo facendo altro, quattro pagine di un libro ogni sera prima di dormire.
Non esiste una routine perfetta per tuttə: trova l’abitudine che per te sia cura, che funzioni per te, e che sia sostenibile. E flessibile.
Bastano davvero piccoli gesti che danno ritmo e sostegno alle tue giornate, senza il peso delle grandi trasformazioni e della performance.
3. Sposta il focus dalla performance al piacere
Il rientro spesso ci mette fretta: “torna in forma”, “rendi di più”, “fai meglio”. Ma il benessere è anche piacere, gioco, lentezza. Concediti attività che ti nutrono, che ti portino gratificazione e piacere.
Portandoti un esempio legato al movimento (altro focus della cultura della dieta): dimentica l’idea che l’esercizio fisico debba essere una punizione per quello che hai mangiato o un modo per meritarti il cibo. Il movimento può essere una celebrazione di ciò che il tuo corpo sa fare.
Cammina, corri, nuota, balla! Fai quello che ti fa stare bene, non quello che la società vuole che tu faccia. Muoviti per il piacere di farlo e riposati quando il corpo te lo chiede.
Il corpo ha bisogno di essere abitato con gioia. Invece di pensare solo a “fare di più”, chiediti: cosa mi fa stare bene? Cosa mi dà gioia e piacere?
4. Riparti dall’organizzazione, con flessibilità non con controllo
Organizzare i pasti, il lavoro e il tempo libero non significa “controllare tutto”, ma creare spazio mentale.
A volte sapere cosa cucinare riduce lo stress; avere del tempo per te programmato in agenda ti permette di vivere le giornate con più leggerezza (e di essere sicurə di ritagliare quel tempo); pianificare il lavoro ti aiuta a focalizzarti meglio.
In tutti i casi una routine funziona finché si adatta a te. Sperimenta, osserva e aggiusta: l’equilibrio nasce dalla capacità di ascoltarti e la flessibilità è ciò che rende sostenibile un’abitudine nel tempo.
Ogni settembre ci viene venduta l’idea che questo è il momento di impegnarci per diventare una “versione migliore” di noi stessə. Più magrə, più forti, più disciplinatə.
In realtà non esiste una formula magica di rientro che vada bene per tuttə. Esiste solo ciò che va bene per te, in questo momento.
La ripresa dopo l’estate può diventare un’occasione per costruire una routine che non sia basata su privazioni o sulla corsa alla performance, ma su equilibrio, cura e rispetto dei tuoi bisogni e del tuo corpo.
Non hai bisogno di “compensare” o “recuperare, nè di cercare di consolidare routine che non ti appartengono: hai bisogno di ascoltare, scegliere con consapevolezza e ritrovare i tuoi ritmi, con gentilezza.
Per un settembre che non risenta della pressione all’ultima dieta o al rimettersi in forma, ho pensato di coinvolgerti in un percorso gratuito via mail: In cucina senza stress. Per ritrovare serenità in cucina e darti piccoli spunti per modificare le tue abitudini alimentari, un passo alla volta e soprattutto senza stress. In cucina senza stress è una challenge gratuita via mail che inizia il 22 settembre: iscriviti da qui.
Se invece vuoi un fare un percorso più profondo, per ripartire a settembre prendendoti realmente cura di te, senza il peso delle regole della cultura della dieta e senza inseguire mode e diete del momento, posso accompagnarti passo passo con un percorso individuale.