L’estate è spesso sinonimo di vacanze, weekend fuori porta, viaggi e giornate trascorse lontano dalla routine quotidiana.
Per molte persone che seguono un’alimentazione vegetale, soprattutto se sono in una fase di cambiamento o se stanno cercando di portare più alimenti vegetali nella propria quotidianità, queste situazioni possono portare con sé qualche preoccupazione.
“Troverò qualcosa da mangiare?”
“Dovrò organizzare tutto in anticipo?”
“Se vado in vacanza, come faccio a mangiare vegetale?”
Domande lecite e comprensibili, soprattutto se durante l’anno abbiamo costruito alcune abitudini che ci fanno sentire bene e che rispecchiano i nostri valori, e che temiamo di non riuscire a rispettare in viaggio.
Dietro queste domande però possono nascondersi altre preoccupazioni: la paura di “sbagliare”, di dover spiegare, di essere un peso per altre persone, di rinunciare al piacere di mangiare fuori. O anche solo il timore di non riuscire a trovare nulla di adatto.
Seguire un’alimentazione vegetale in vacanza in realtà non richiede perfezione né un’organizzazione impeccabile; piuttosto ti sarà più utile coltivare flessibilità, curiosità e capacità di adattamento.
Prima di tutto, voglio ricordarti una cosa che, da viaggiatrice, non posso non sottolineare: il cibo è parte integrante del viaggio. Per me è sempre stato scoperta, cultura, molte volte anche convivialità. È uno dei modi più diretti per entrare in contatto con un luogo, con le sue tradizioni, con le persone.
Questo vale ancora di più se mangi in modo vegetale, perché questa scelta ti porta spesso a uscire dai percorsi più turistici e a cercare “vie alternative”: mercati locali, botteghe, trattorie familiari, aziende agricole, ristorantini nascosti dove si cucina con quello che la terra offre in quel momento.
Io che amo conoscere il cibo e visitare aziende agricole locali e tendenzialmente biologiche, ho visitato aziende di tè, di caffè, di cacao, di ortaggi, di cereali antichi, e spesso in questi luoghi è possibile anche mangiare con un occhio di riguardo alla sostenibilità. Oltre che fare scorta di prodotti locali da portare a casa.
Anche in viaggio quindi ti sarà possibile rimanere fedele ai tuoi valori, senza trasformare il cibo in una fonte di stress: quasi ovunque nel mondo, in modo più o meno semplice, riesci a trovare alternative vegetali.
Quando siamo in viaggio è normale che alcune abitudini cambino: cambiano gli orari, i luoghi in cui mangiamo, le persone con cui condividiamo i pasti e spesso anche le nostre priorità.
Se durante l’anno cuciniamo abitualmente a casa, in vacanza potremmo mangiare più spesso al ristorante, in albergo o in locali che non conosciamo.
In questi casi può essere utile ricordarti che l’obiettivo non è replicare perfettamente la routine quotidiana di casa, ma continuare a prenderti cura di te nel modo più realistico (e gioioso) possibile.
Invece di chiederti “come faccio a mangiare esattamente come a casa?”, può essere utile domandarti: “Come posso portare i miei valori e le mie preferenze alimentari dentro questa esperienza?” Questo piccolo cambio di prospettiva può aiutarti a ridurre stress e rigidità.
Alcune persone hanno bisogno di maggior struttura e sicurezza, in tal caso qualche informazione raccolta prima della partenza, senza entrare in un meccanismo di controllo, può rendere il viaggio più semplice.
Potresti ad esempio dare un’occhiata ai ristoranti disponibili, verificare se esistono opzioni vegetali oppure individuare supermercati, mercati o negozi biologici nelle vicinanze.
Se prenoti un albergo con pasti inclusi puoi semplicemente cercare strutture in cui è evidenziata la disponibilità di opzioni vegetariane e vegane o puoi semplicemente chiedere se le prevedono: oggi molte strutture ricettive sono sempre più attente alle esigenze alimentari. In hotel o in b&b, la colazione è spesso il momento più semplice da gestire: frutta fresca, pane, cereali, yogurt (anche di soia se disponibile), marmellate, frutta secca. E se la tua scelta è vegetariana troverai facilmente anche uova e formaggi. Facendo una colazione abbondante e soddisfacente, potrai affrontare con maggiore serenità la giornata anche se non sai ancora come sarà organizzato il pranzo o se prevedi un pranzo al volo.
Al ristorante, la prima cosa da fare è semplicemente guardare il menù con occhi diversi. Spesso non serve cercare una sezione “vegan” o “vegetariano”: basta guardare i contorni, i primi, le insalate, i piatti della tradizione locale. In molti casi, con una piccola modifica, omettendo alcuni ingredienti o chiedendo qualche sostituzione, puoi riuscire a costruire un pasto equilibrato e soddisfacente. E se c’è qualcosa che proprio non si può cambiare, ci saranno altre alternative. Inoltre, soprattutto nelle capitali Europee, si diffondono sempre di più ristoranti vegan-friendly.
Se sei in un appartamento o agriturismo e hai una cucina a disposizione, hai tutta la libertà del mondo. Sfruttala per esplorare i mercati locali, comprare frutta e verdura di stagione, scoprire legumi e cereali tipici della zona. È uno dei piaceri più autentici del viaggio.
Ed eventualmente puoi anche pensare di portare con te qualcosa da casa, ad esempio per spuntini e colazioni, se questo ti aiuta a gestire con più serenità alcuni momenti della giornata.
Frutta fresca o essiccata, frutta secca e semi oleosi, cracker o taralli, barrette di frutta e fiocchi, pane, hummus confezionato, ceci tostati o barrette a base di ingredienti semplici possono rappresentare opzioni comode: da merende in spiaggia o durante un escursione a colazioni in un appartamento, si tratta di opzioni semplici da portare con te (o acquistare in loco).
Per molte persone la vacanza è anche l’occasione per esplorare nuovi sapori, tradizioni culinarie e culture gastronomiche. L’alimentazione vegetale può diventare uno strumento meraviglioso per entrare in contatto con le cucine locali.
In molte parti del mondo esistono tradizioni ricchissime di piatti naturalmente vegetali: legumi, cereali, ortaggi, erbe aromatiche, spezie e preparazioni che spesso fanno parte della cultura locale da secoli.
È il caso di molti paesi orientali, soprattutto dove la carne viene raramente consumata anche per motivi religiosi e culturali, perciò molti piatti tradizionali sono vegetariani o vegani. Nei paesi in via di sviluppo inoltre spesso si consumano molti legumi, trattandosi di una fonte proteica economica.
In India, ad esempio, esistono molti piatti a base di legumi fermentati, come le dosa, che sono molto nutrienti. E poi ceci, lenticchie, fagioli in tutte le salse. Insieme al Nepal è stato il paese dove è stato più facile mangiare vegetariano in modo molto vario.
Invece di concentrarti su ciò che non trovi, può essere interessante osservare ciò che c’è: potresti scoprire nuovi ingredienti, imparare nuove ricette e trovare nuove idee che porterai con te al ritorno.
Esistono mete in cui trovare opzioni vegetali è oggettivamente più complicato e non tutti i contesti offrono la stessa varietà. Alcune zone rurali, alcuni paesi con una tradizione culinaria molto centrata sulla carne, certi contesti in cui spiegare le proprie scelte alimentari richiede un piccolo sforzo in più.
A me è capitato in Giappone, dove usano il dashi (il brodo di pesce) in moltissime preparazioni e dove richiedere piatti vegetariani crea una certa confusione perché ho notato una certa resistenza a uscire dalla preparazione come prevista. Fortunatamente usano molto il tofu e quindi, seppur con qualche difficoltà, si riesce comunque a gestire i pasti.
Anche in Marocco non è stato molto semplice mangiare in modo bilanciato (soprattutto dal punto di vista proteico): tanto cous cous con verdure o la tajine di verdure, che però quasi sempre prevedeva davvero solo ortaggi. L’utilizzo dei legumi è scarso e nell’entroterra è stato difficile fare richieste diverse.
In questi casi, qualche suggerimento:
Ognunə vive l’alimentazione vegetale in modo diverso e con motivazioni differenti, ma trovare soluzioni realistiche nel contesto in cui ci si trova può essere più utile che inseguire la perfezione.
Se segui un’alimentazione prevalentemente vegetale potresti avere maggiore margine di adattamento. Se invece la tua scelta è strettamente vegetariana o vegana, potrebbero esserci situazioni più complesse da gestire. Anche in questi casi, però, può essere utile ricordare che fare del proprio meglio è diverso dal pretendere la perfezione.
“E le proteine?” Una delle domande più frequenti riguarda le proteine. In realtà, la risposta non cambia rispetto alla vita quotidiana: legumi, derivati della soia, frutta secca, semi, cereali e, se li consumi, uova e latticini continuano a essere fonti utili anche in viaggio. E se qualche pasto è meno bilanciato del solito, non succede nulla: il corpo non valuta ciò che mangiamo pasto per pasto, ma nell’insieme. A me è capitato di fare pranzi a solo pane o solo riso perché era l’unica cosa che avevo trovato in quel momento.
In queste situazioni può essere utile ricordare che non esiste un singolo pasto capace di determinare la qualità complessiva della nostra alimentazione. Un pranzo meno equilibrato del solito o una cena con poche opzioni disponibili non compromettono un percorso alimentare costruito nel corso di mesi o anni.
Quando parliamo di alimentazione tendiamo spesso a concentrarci sugli aspetti nutrizionali. Ma il cibo è anche cultura, socialità, piacere e scoperta.
Una cena condivisa con persone care, un mercato visitato durante un viaggio, un piatto tipico assaggiato per curiosità o una colazione lenta vista mare sono esperienze che vanno oltre i nutrienti.
Prendersi cura della propria alimentazione non significa dimenticare questa dimensione, anzi…un rapporto equilibrato con il cibo include anche la capacità di vivere questi momenti con presenza e piacere.
E proprio per questo al rientro non c’è nessun “recupero” da fare: la narrativa del “rimettersi in riga” alimenta spesso sensi di colpa (sia durante le vacanze che al rientro) e cicli di controllo che possono rendere il rapporto con il cibo più complicato.
Non c’è nulla da recuperare se durante le vacanze ti sei godutə pasti diversi dal solito. Al ritorno puoi riprendere gradualmente le abitudini che ti fanno stare bene, senza punizioni e senza restrizioni, ma in un’ottica di benessere e ascolto.
Seguire un’alimentazione vegetale in vacanza e in viaggio è possibile e non richiede perfezione, controllo e nemmeno organizzazione estrema.
Può invece essere un’occasione per sperimentare una maggiore flessibilità, scoprire nuovi sapori e continuare a nutrirsi in modo coerente con i propri valori. Un’occasione in cui permettersi di assaggiare qualcosa di sconosciuto, di mangiare in piedi in un mercato, di condividere un piatto con gli altri senza calcolare nulla.
Il viaggio all’interno del viaggio può essere scoprire che il cibo torna ad essere piacere, ricerca, connessione.
Trovare un equilibrio che sia sostenibile è fondamentale. E un’alimentazione davvero sostenibile non è quella che funziona solo nella tua cucina di casa, ma quella che riesci a portare con te, ovunque tu vada.
Se stai esplorando un’alimentazione più vegetale e vuoi farlo con supporto, puoi dare uno sguardo al mio percorso individuale Alimentazione vegetale. E se vuoi prima approfondire le basi, leggi Alimentazione vegetale: le domande più frequenti e Dieta plant-based: tutto quello che devi sapere.
Assolutamente no, è sempre più semplice. In molte destinazioni è possibile trovare opzioni vegetariane e vegane sia nei ristoranti che nei supermercati. Informarsi prima della partenza può essere utile, ma non è necessario pianificare ogni pasto. Un po’ di flessibilità e capacità di adattamento aiutano a vivere il viaggio con maggiore serenità.
Può essere utile verificare in anticipo la presenza di ristoranti, supermercati o mercati nella zona in cui si soggiorna. Portare con sé alcuni snack pratici, come frutta secca o barrette, può aiutare durante gli spostamenti più lunghi. L’obiettivo non è controllare tutto, ma avere qualche risorsa in più per affrontare gli imprevisti.
Legumi, derivati della soia, frutta secca, semi e cereali sono presenti in molte cucine tradizionali del mondo. Anche quando l’offerta sembra limitata, è importante ricordare che l’equilibrio alimentare si costruisce nel tempo e non dipende da un singolo pasto o da una singola giornata.
Può capitare, soprattutto in alcune destinazioni o durante viaggi organizzati. In questi casi può essere utile concentrarsi sulle soluzioni disponibili invece che sulla ricerca della perfezione. Un’alimentazione vegetale sostenibile è anche quella che sa adattarsi ai contesti reali, senza trasformare il viaggio in una fonte di stress.
Sì. Molte tradizioni culinarie nel mondo includono naturalmente piatti a base di legumi, cereali, ortaggi e spezie. Viaggiare può diventare un’opportunità per scoprire nuovi ingredienti e nuove preparazioni vegetali, arricchendo la propria esperienza alimentare oltre che culturale.