Quante volte ti sei dettə: “Domani faccio una giornata detox”, “Non avrei dovuto mangiare quel dolce”, “Questo cibo fa male, non lo mangio”?
Questi pensieri sono talmente comuni da sembrarci normali, ma in realtà sono il frutto della cultura della dieta, un sistema di credenze che si insinua nel nostro modo di mangiare e di giudicarci… anche quando non stiamo seguendo alcun regime alimentare.
In questo video vediamo 10 segnali concreti che indicano la presenza della mentalità della dieta nella tua vita, anche se non stai facendo una dieta. Riconoscerli è il primo passo per costruire un rapporto più libero, sereno e consapevole con il cibo.
La cultura della dieta è quel sistema culturale che associa il valore personale al peso, alla forma del corpo e alle abitudini alimentari.
Ci porta a controllare il cibo, controllare il corpo, sentirci in colpa, giudicare noi stessi e gli altri.
È un insieme di idee che apprendiamo crescendo: il cibo “giusto”, quello “sbagliato”, la disciplina, la restrizione, il peso “ideale”.
Per questo può influenzarci anche quando non stiamo seguendo una dieta.
Vediamo insieme 10 esempi concreti di cose che diamo per normali, ma che in realtà nascono dalla diet culture:
1. Categorizzare i cibi
Dividere i cibi in “si/no”, permessi e vietati, “posso” e “non posso”.
Questo può portare a escludere alimenti (ad esempio i carboidrati) o consumare i prodotti che io chiamo i falsi healthy food (tipo alimenti fit, proteici, alimenti light, ecc) anche se non siamo a dieta. Questo perchè pensiamo attraverso le categorie e non vediamo il cibo come fonte di nutrimento.
2. Sentirsi in colpa dopo aver mangiato
Sentirsi in colpa per aver mangiato di più, per aver scelto cibi “proibiti”, o per non aver rispettato l’orario dei pasti. La colpa nasce sempre da una regola infranta. Di senso di colpa dopo i pasti e come nasce ne ho parlato anche qui.
3. Giudicarsi in base al peso o alla forma del corpo
Potresti non essere a dieta, ma magari fai leggere restrizioni dopo esserti pesata. O ancora la bilancia può rovinare la giornata, o portare a confronti costanti e pensieri svalutanti. Questo perchè la cultura della dieta ci porta a confrontarci sempre con un peso ideale (inesistente).
4. Parlare di “sgarri” e “pasti liberi”
Già usare questi termini indica quanto giudichiamo e categorizziamo il cibo e le occasioni. E se chi segue un regime vede queste cose come fossero deviazioni dal percorso “giusto”, anziché momenti naturali di flessibilità. molte persone lo utilizzano nel gergo comune.… segno che la mentalità resta.
5. Body talk e body checking
Fare body checking significa controllare continuamente pancia, cosce, vestiti; i fat talk invece è un dialogo negativo sul proprio corpo (o di quello altrui). Non serve di sicuro essere a dieta perchè una persona attui questi comportamenti e critichi il proprio corpo.
6. Pensare di meritarsi o meno il cibo
Mangiare “solo se te lo sei guadagnato”, o privarti del cibo perché “non hai fatto abbastanza”.
Non ascoltare i bisogni reali del corpo è tipico dei regimi alimentari, ma diventa troppo spesso meccanismo comune.
7. Fare attività fisica solo per dimagrire
Muoversi solo per bruciare calorie è un tipico effetto della cultura della dieta. Il movimento dovrebbe aiutarti a farti stare bene, ed è importante farlo per piacere, non come forma di controllo sul corpo.
8. Pensare ossessivamente ai pasti successivi
Essere ossessionatǝ da cosa mangiare al pasto o spuntino successivo, come se ogni scelta alimentare fosse una prova da superare. Avere continui pensieri sul cibo indica quanto questo tema sia preponderante nelle nostre giornate. Più cerchi controllo, più il cibo occupa spazio mentale. Del perchè succede questo ho parlato anche qui.
9. Mangiare quantità prestabilite ogni giorno
Porzioni fisse, sempre uguali, anche quando il corpo chiede diversamente: è un comportamento tipico di chi sta a dieta dove manca flessibilità e ascolto del corpo.
10. Fare della restrizione un’abitudine
Mangiare meno per disciplina, per routine o “perché si fa così”, anche se non ce n’è bisogno. Questo è tipico della cultura della dieta, che ci insegna che dobbiamo controllare il corpo e stare in restrizione per valere di più: per questo facilmente potresti cercare di fare restrizione anche se non stai seguendo una dieta.
Questi comportamenti sono così diffusi che sembrano normali, ma in realtà:
La buona notizia è che puoi iniziare a cambiare prospettiva, notando quali di questi schemi compaiono nella tua vita e riconoscendo i pensieri e i comportamenti influenzati dalla diet culture.
Un passo alla volta puoi capire cosa puoi e vuoi cambiare, per sostituirli gradualmente con scelte più consapevoli e rispettose del corpo, e iniziare a scegliere il cibo e il movimento per cura e piacere, non per punizione o controllo.
Se hai bisogno di supporto in questo cambiamento, possiamo fare un percorso assieme seguendo un approccio non prescrittivo, sia a tu per tu in un percorso individuale, che nel percorso di gruppo Fai pace con il cibo (puoi iscriverti alla lista d’attesa per non perderti nulla e darmi le tue preferenze di giorni/orari).